La shortlist del Car of the Year è tutta elettrica, ma è solo metà della storia
Sette finaliste elettriche sono un traguardo, ma una rosa senza auto cinesi né ibride suggerisce che la giuria descriva un mercato in cui gli acquirenti non vivono più.
Immagine generata con l'IA
Un premio può dire di eleggere la migliore auto d'Europa se la sua shortlist esclude del tutto i marchi cinesi e le ibride? È la domanda scomoda che si nasconde dietro le finaliste del Car of the Year 2027, e merita più attenzione dei titoli sul "primato storico".
I fatti sono semplici. Per la prima volta nei 63 anni di storia del premio, tutte e sette le finaliste sono elettriche a batteria: BMW iX3, Cupra Raval, Hyundai Ioniq 3, Kia EV2, Renault Twingo, Volkswagen ID. Polo e Volvo EX60. Come sottolinea Il Sole 24 Ore, le auto cinesi e le ibride sono fuori. La vincitrice sarà annunciata l'8 gennaio 2027 al Salone dell'auto di Bruxelles.
L'elettrico non è più l'eccezione, è la base
La prima metà della storia è davvero una buona notizia. Qualche anno fa una shortlist così sarebbe sembrata una trovata pubblicitaria. Oggi suona come una semplice descrizione di ciò che le case stanno lanciando, e diverse finaliste sembrano pensate per un pubblico ampio e non per la nicchia del lusso, che è l'aspetto che troviamo più incoraggiante. CleanTechnica riporta che Hyundai dichiara che la sua Ioniq 3 parte da meno di 30.000 € nei mercati europei e offre fino a 497 km (WLTP) nella versione Long Range. Qualunque cosa si pensi della giuria, una elettrica con questo prezzo e questa autonomia tra le candidate mostra quanta strada abbia fatto il segmento.
Gli stessi organizzatori collegano questo en plein alla crisi dei carburanti scatenata dalla guerra in Iran, che a loro dire ha spinto più persone verso le auto elettriche. Ci sembra plausibile, ma non è l'intera spiegazione. I cicli di prodotto dell'industria probabilmente andavano comunque in questa direzione. La crisi ha solo tolto la scusa per ignorarlo.
La giuria forse sta valutando un mercato che non esiste più
Ora la metà scomoda. I marchi cinesi sono assenti tra le finaliste. Intanto, Expansión riporta che UE e Cina hanno concordato di limitare le importazioni di ibride e ibride plug-in cinesi a 350.000 unità l'anno, contro le circa 800.000 previste quest'anno. Aggiunge che la Omoda 5 è l'ibrida cinese più venduta in Spagna, con quasi 12.000 immatricolazioni nei primi dieci mesi del 2026. Per essere chiari, è un'ibrida, quindi non avrebbe mai potuto entrare in un elenco di sole elettriche. Ma, a nostro avviso, dimostra che le auto cinesi non sono marginali in Europa.
Siamo giusti con la giuria: le elettriche cinesi potrebbero semplicemente non essere state le migliori tra le 38 candidate, e un lotto di sole elettriche è una scelta editoriale legittima. Ma un premio i cui criteri includono il rapporto qualità-prezzo e il posizionamento sul mercato non dovrebbe essere indifferente a chi vince su prezzi e vendite. Pensiamo che un Car of the Year che salta sistematicamente le auto che stanno rimodellando il mercato misuri l'ambizione, non la realtà. Escludere del tutto le ibride aggrava il quadro, almeno a giudicare dai numeri spagnoli.
C'è una controargomentazione, ed è buona. Politica e dazi rendono più difficile schierare modelli cinesi come campioni europei, e la produzione locale conta. Due delle finaliste, la Cupra Raval e la ID. Polo, sono prodotte nello stabilimento Seat di Martorell, una bella storia per l'industria spagnola. Eppure essere costruite in Europa è un argomento industriale, non necessariamente un argomento sui meriti dell'auto.
Leggi la shortlist come una guida, non come una mappa
Se stai pensando di comprare, considera l'elenco una guida alle migliori elettriche nuove europee e coreane, non una mappa di tutto ciò che è in vendita. Alcune delle alternative più economiche e più chiacchierate potrebbero non comparire affatto. Se segui il settore, tieni d'occhio la prossima edizione: se i marchi cinesi continueranno a restare fuori dalle sette finaliste mentre le loro auto continuano a salire nelle classifiche di vendita, il premio avrà un problema di credibilità e non una semplice coincidenza.
Il nostro verdetto: festeggiamo il traguardo, ma non scambiamolo per il quadro completo. L'elettrico ha vinto il confronto tra chi giudica le auto. Chi le compra probabilmente compie ancora scelte più ampie, e la giuria dovrebbe mettersi al passo.
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