L'esenzione del bollo in Italia è un regalo, non una politica dell'auto
La manovra 2027 estende l'esenzione del bollo a milioni di automobilisti e alle famiglie numerose, ma sembra una serie di toppe più che una strategia per l'auto.
Immagine generata con l'IA
Come si chiama una tassa sull'auto che sparisce per milioni di automobilisti, costa allo Stato miliardi e dice quasi nulla su dove dovrebbe andare il mercato? In Italia, per ora, si chiama esenzione dal bollo. E la manovra 2027 l'ha appena resa più ampia.
Ecco cosa c'è sul tavolo. Il disegno di legge di bilancio, 157 articoli approvati dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, rende strutturale l'esenzione per le auto fino a 80 kW (circa 109 CV), secondo ItaliaOggi, con un costo di 2,36 miliardi di euro l'anno. Finora era prevista solo per il 2027 da un decreto-legge di settembre. In più, le famiglie con più di tre figli, di cui almeno uno minorenne, ottengono un rimborso fino a 385,71 euro su un veicolo a benzina o diesel da sei a nove posti fino a 133 kW, come riporta ANSA. Il Parlamento deve ancora approvarla entro il 31 dicembre.
Il sollievo è reale, ma una pausa fiscale non è una strategia
Con il sollievo in sé non abbiamo nulla da ridire. Far sparire una spesa ricorrente per le auto di potenza contenuta è popolare, facile da spiegare e, secondo l'analisi dell'Ufficio parlamentare di bilancio, proporzionalmente più vantaggioso per le famiglie meno abbienti: la misura originaria per il 2027 azzererebbe la tassa per il 73 per cento dei nuclei. Sono buone premesse d'immagine e, probabilmente, una distribuzione discreta.
Ma guarda attorno a cosa è costruita la misura: la potenza del motore. Tutto ciò che si legge ruota intorno alla soglia degli 80 kW e non vediamo traccia di emissioni, sicurezza o transizione all'elettrico nel tracciare quella linea. È una comodità fiscale, non una scelta industriale o ambientale. Un governo con una politica dell'auto saprebbe dire che parco circolante vuole nel 2035. Questo testo sa solo dire quali auto stanno sotto un numero.
La regola degli 80 kW crea strani vincitori e curiose scappatoie
La regola ha anche qualche spigolo singolare. Per le ibride, come spiega Blitz Quotidiano, conta solo il motore termico, non la potenza di sistema. Un'ibrida con una potenza complessiva di 195 CV può rientrare perché il suo motore a benzina è da 75 kW. L'esenzione, inoltre, vale per una sola auto a persona, la meno potente, e una versione diesel derivata da un furgone può restarne fuori perché contano solo le autovetture M1.
La nostra lettura: è una regola che sarà aggirata tanto dagli acquirenti quanto dagli uffici marketing, ed è quello che succede quando una soglia prende il posto di un obiettivo. Secondo la rivista dell'Automobile Club d'Italia (ACI), oggi 50 nuove versioni rientrano nell'esenzione, e l'elenco pende verso benzina e ibride. I costruttori se ne accorgeranno. Ci aspettiamo più modelli calibrati per stare appena sotto la soglia. Non possiamo dimostrarlo dalla documentazione, ma è la risposta prevedibile a un incentivo con effetto scalino.
Il rimborso per le famiglie numerose va nella stessa direzione. È una misura sociale sensata, ma usa un altro tetto di potenza (133 kW), un altro meccanismo (un rimborso pagato tramite INPS, non un'esenzione) e condizioni proprie. Una tassa, due logiche. Aggiungi la questione tra un anno solo e misura strutturale e la regola basata sulle scadenze di pagamento anziché sui periodi coperti, per cui un bollo in scadenza nel 2026 va pagato anche se copre mesi del 2027, e ottieni un groviglio che richiede una pagina di FAQ dell'ACI.
Cosa dovrebbero fare gli automobilisti e cosa deve rispondere Roma
Per chi guida, il consiglio è noioso ma prezioso: prima di comprare un'auto contando sull'esenzione, controlla i kW nel campo P.2 della carta di circolazione, non sul depliant. E considera "strutturale" una promessa finché il Parlamento non vota.
Per il governo, la domanda più difficile è cosa viene dopo. Un buco annuo di 2,36 miliardi di euro nel gettito del bollo è una scommessa grossa, che avrebbe potuto finanziare un segnale chiaro, su parchi auto più puliti, auto più sicure o transizione all'elettrico. Invece la stessa manovra sposta denaro tra pensioni, banche e affitti, e il bollo viaggia insieme come una voce in più.
Il nostro verdetto: prendi lo sconto, perché sono soldi veri per le famiglie comuni. Ma non scambiarlo per un piano. Finché l'Italia non dirà com'è il parco auto che vuole e non costruirà il bollo attorno a quell'idea, ogni nuova esenzione sarà una toppa in più su un cappotto già pieno di toppe.
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