Elettriche e ibride
Redazione Drivesfera
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Le batterie delle EV non muoiono presto: il vero rischio sono le tue abitudini di ricarica

Uno studio Geotab su 22.700 veicoli elettrici stima un degrado medio del 2,3% l'anno. Il titolo allarmante parla in realtà di caldo e di ricariche rapide in corrente continua costanti.

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31 ottobre 2026
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Foto: G. Edward Johnson / Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

La batteria dell'auto elettrica è la bomba a orologeria di cui parlano di continuo gli scettici? Questi dati reali indicano di no. Dicono però qualcosa di meno comodo: il modo in cui tratti la batteria conta più di quanto la maggior parte degli acquirenti ammetta.

I dati arrivano da Geotab, che ha pubblicato il suo terzo grande studio sul degrado delle batterie dei veicoli elettrici. Secondo FreightWaves, l'analisi riguarda più di 22.700 veicoli elettrici di 21 marchi e modelli, sulla base di dati telematici aggregati. La perdita media è del 2,3% l'anno. Un riassunto dello studio, pubblicato da Car Deal Expert, spiega che equivale all'81,6% della capacità residua dopo otto anni. Nello studio Geotab del 2024 il tasso era dell'1,8% l'anno, come osserva Motor Finance Online, che attribuisce l'aumento a un set di dati più ampio e a cambiamenti nell'uso, in particolare a più ricariche rapide.

La media rassicura; la tendenza merita attenzione

Partiamo dalla buona notizia, perché è davvero buona. Perdere circa un quinto della capacità dopo otto anni non è ciò che la maggior parte delle persone immagina quando sente parlare di «ansia da batteria». Per un tipico proprietario privato, che percorre un chilometraggio normale, pensiamo sia un calo lento e gestibile. A nostro avviso, chi compra un'elettrica usata dovrebbe considerare la batteria una voce da controllare, non un motivo per rinunciare.

Ma non fermarti alla media. Tra i due studi è passata dall'1,8% al 2,3%. Resta un valore contenuto, e la spiegazione fornita è un campione più ampio e un uso diverso. Non la definiremmo un allarme. La definiremmo un segnale: il modo in cui si usano le auto elettriche sta cambiando e, man mano che la ricarica rapida diventa abitudine, l'usura emerge nei numeri.

La ricarica rapida è uno strumento, non un cattivo

Gli articoli sullo studio indicano la ricarica rapida in corrente continua ad alta potenza come il principale fattore di rischio, con il caldo che accelera a sua volta l'usura. È coerente con l'intuizione: immettere molta energia in fretta probabilmente genera calore, e il calore raramente fa bene alle celle agli ioni di litio.

È qui che, secondo noi, il dibattito di solito sbaglia. La conclusione non è «non ricaricare mai in modo rapido». La conclusione è che la ricarica frequente in corrente continua ad alta potenza ha un costo. Una sosta durante un viaggio lungo è una cosa diversa dal fare affidamento ogni settimana su un caricatore rapido come principale fonte di energia. La prima è lo scopo per cui esistono i caricatori rapidi. La seconda è un'abitudine, e le abitudini si possono cambiare.

È un tema che pesa soprattutto su chi non ha scelta. Quatro Rodas, in un articolo esplicativo sulla perdita di autonomia delle batterie, la definisce una delle maggiori preoccupazioni di chi passa all'elettrico, in particolare degli autisti di servizi di trasporto con app che dipendono dall'auto per lavorare. A nostro avviso, per loro il degrado è un costo d'impresa e vanno messi in conto. Per tutti gli altri, la soluzione più economica è noiosa: ricarica a casa o al lavoro quando puoi.

È anche per questo che l'infrastruttura di ricarica domestica merita più attenzione di quella che riceve. Autoesporte osserva che le wallbox domestiche più comuni lavorano a circa 7 kW o 7,4 kW in corrente alternata e che un'unità più potente non ricarica necessariamente più in fretta, perché il caricatore di bordo dell'auto può essere il limite. Sospettiamo che la ricarica lenta e costante in corrente alternata sia la strada più delicata e che, per la maggior parte delle famiglie, basti un impianto modesto. Preferiremmo vedere gli acquirenti spendere per un'installazione dimensionata correttamente piuttosto che preoccuparsi di un numero su una scheda tecnica.

Compra l'elettrica, ma controlla le abitudini

Se stai cercando un'elettrica nuova, smetti di considerare la durata della batteria la grande incognita. Otto anni e l'81,6% di capacità in media sono un buon affare, e una parte del risultato dipende da te.

Se ne cerchi una usata, chiedi come è stata ricaricata e dove ha vissuto. Il caldo e una vita di ricariche rapide continue sono i campanelli d'allarme. Un'auto di un clima fresco che si ricaricava soprattutto a casa è una proposta molto diversa da un veicolo molto sfruttato, anche a parità di contachilometri. Tieni presente che il 2,3% è una media su 21 marchi e modelli, quindi consideralo un valore di riferimento, non una promessa.

E se ne hai già una, il consiglio è quasi imbarazzante da quanto è semplice. Usa la ricarica rapida quando ti serve, evita di farne la routine quotidiana e tieni l'auto al riparo dal caldo peggiore quando puoi. Il campione di 22.700 veicoli suggerisce che la batteria probabilmente sopravvivrà alle tue preoccupazioni. Sono le tue abitudini a decidere con quanta comodità.

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