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Redazione Drivesfera
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L'abitudine di Waymo con le colonnine è un conto per tutti gli altri

I robotaxi che ripiegano sulle colonnine rapide pubbliche scaricano il costo dell'autonomia sugli automobilisti elettrici comuni. Le città dovrebbero imporre depositi di ricarica propri.

Pubblicato
31 ottobre 2026
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Foto: Dllu / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Se un'azienda ti vende un futuro senza conducente, chi paga la spina? Al momento, una parte preoccupante della risposta è: chi si ferma dietro al robotaxi e aspetta.

I resoconti concordano. Come riporta Golem, Waymo gestisce depositi di ricarica propri ma ripiega anche sulle stazioni pubbliche, il che irrita gli altri automobilisti con auto elettrica. InsideEVs descrive i robotaxi Waymo che affollano le colonnine rapide pubbliche a San Diego, con i conducenti comuni in attesa che si liberi un posto. Una testata tedesca, ad-hoc-news, si spinge oltre e cita attese da 30 minuti a un'ora intera. Quest'ultima cifra proviene da una pagina senza data, quindi va considerata indicativa, non misurata.

Le colonnine pubbliche sono un bene comune, e le flotte sono le utenti più pesanti

Una colonnina rapida pubblica è pensata per il ricambio: arrivi, ricarichi, vai via. Un veicolo di una flotta commerciale ha un incentivo diverso. Esiste per essere ricaricato il più in fretta possibile e tornare a far guadagnare. Quando usa una colonnina pubblica, compete con un automobilista privato che magari non ha alcuna alternativa. E quell'automobilista è spesso proprio chi non ha una colonnina a casa, la situazione sollevata di recente da un gruppo SPD del distretto di Rhynern, a Hamm, in un'interrogazione sui residenti di strade con solo parcheggio a bordo strada o cortili di garage senza un'alimentazione adeguata.

È il cuore della nostra tesi: l'autonomia non elimina il costo della logistica energetica, lo sposta. L'operatore della flotta risparmia, probabilmente, su terreni e allacciamenti alla rete, e il costo si presenta come una coda per qualcun altro. Chiamarla «efficienza» è generoso. Noi la chiameremmo un sussidio, pagato con il tempo degli altri.

I depositi non sono una soluzione perfetta, ma sono quella onesta

L'obiezione ovvia è che anche i depositi sono difficili. Lo sono. Un deposito Waymo a San Francisco, secondo ladestationguru.de, significa 2,4 megawatt di potenza di allacciamento, terreni scarsi e proteste dei vicini. A Santa Monica, osserva Golem, Waymo ricaricava le auto di notte in una zona residenziale, con grande disappunto dei residenti, e un tribunale ha per ora vietato la pratica.

Non esiste dunque un'opzione gratuita. Ricaricare centinaia di veicoli deve avvenire da qualche parte, e ogni sede disturba qualcuno. Ma è proprio per questo che l'onere dovrebbe ricadere su chi trae profitto dalla flotta. Intorno al tema stanno già nascendo attività: Business Insider Germania riferisce che Voltera acquista immobili urbani per costruire siti di ricarica per operatori come Waymo, ed elektroquatsch.de riporta che Uber investe 100 milioni di dollari in una propria rete di ricarica per robotaxi (consideriamo questa cifra una fonte secondaria). Il mercato sembra in grado di costruirla. La domanda è se lo farà finché appoggiarsi alle colonnine pubbliche costa meno.

Cosa dovrebbero pretendere davvero le città

La nostra raccomandazione è semplice, ed è un'opinione, non un dato accertato. Le città che rilasciano i permessi di esercizio dovrebbero aggiungere condizioni sulla ricarica: le flotte ricaricano di default nei depositi, le colonnine rapide pubbliche sono un ripiego solo in vere emergenze, e gli operatori comunicano con quale frequenza usano gli stalli pubblici. Dove i depositi sorgono vicino alle abitazioni, la ricarica notturna richiede regole chiare, come mostra Santa Monica.

L'espansione di Waymo rende tutto questo urgente. L'azienda prevede di arrivare a Tokyo nel 2027 con veicoli Toyota bZ4X, e il prossimo mercato sarebbe il Regno Unito. Ogni nuova città si troverà probabilmente davanti alla stessa domanda, idealmente prima che si formi la prima coda e non dopo.

Niente di tutto questo fa dei robotaxi i cattivi. Ne fa un servizio commerciale che deve sostenere i propri costi di infrastruttura. Verdetto: se una flotta non riesce a ricaricare senza prendere in prestito le colonnine dei cittadini, non è pronta per le strade dei cittadini. Pensiamo che le città abbiano la massima leva prima che un servizio cresca, e dovrebbero usarla.

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