Stellantis passa alle LFP: la soluzione giusta per le elettriche economiche, ma in ritardo
Portare le auto elettriche europee a celle LFP più economiche nel 2027 affronta il vero problema dei costi, ma tempistiche e compromessi non quantificati meritano scetticismo.
Immagine generata con l'IA
Il modo più economico per fare un'auto elettrica accessibile è smettere di farla con batterie costose? Sembra ovvio, ed è proprio per questo che è strano che Stellantis ci arrivi solo nel 2027.
Ecco cosa sappiamo. Come riporta Automotive News, l'amministratore delegato Antonio Filosa ha detto che nel 2027 Stellantis passerà molte delle sue auto elettriche europee dalla chimica nichel-manganese-cobalto (NMC) a quella più economica al litio-ferro-fosfato (LFP), per ridurre i costi. L'annuncio della stessa azienda su STLA One la inquadra allo stesso modo: più LFP per l'accessibilità e una minore esposizione alle materie prime critiche, più una batteria integrata nella struttura del veicolo per ridurre costo, peso e complessità.
Il prezzo sta nella batteria, quindi è lì che bisogna tagliare
Ai costruttori piace parlare di elettriche economiche in termini di carrozzerie più piccole, allestimenti più semplici e meno schermi. Aiuta, ma il pacco batteria resta la voce che decide se una piccola elettrica può avvicinarsi alla sorella a benzina. Cambiare la chimica è la leva più diretta a disposizione, e Stellantis la usa insieme all'integrazione delle celle nella scocca. Crediamo che questo abbinamento sia la parte intelligente: celle più economiche e meno struttura intorno attaccano il costo da due direzioni.
Conta anche il fronte delle materie prime. Stellantis cita esplicitamente la riduzione dell'esposizione alle materie prime critiche. In un mercato in cui le catene di approvvigionamento sono diventate un problema geopolitico, una chimica che ne evita alcune è una copertura strategica, non solo un trucco per risparmiare.
C'è anche un segnale che l'azienda vuole qualcosa di più di uno scambio per tagliare i costi. Secondo Destination Charged, la piattaforma sarà compatibile con gli 800 volt, il che secondo Stellantis dovrebbe garantire tempi di ricarica competitivi. Se fosse confermato, attenuerebbe una delle critiche abituali ai pacchi batteria più economici.
I compromessi sono reali, e nessuno li ha quantificati
La tesi ha una riserva. In genere si ritiene che la LFP rinunci a un po' di densità energetica, il che di solito significa meno autonomia a parità di dimensioni del pacco, e alcuni automobilisti temono per il comportamento al freddo. La documentazione in nostro possesso non quantifica nessuno dei due punti per le auto di Stellantis, quindi consideralo una nostra aspettativa, non un riscontro. Chi vive in climi freddi dovrebbe attendere dati reali prima di dare per scontato che le nuove auto eguaglino quelle di oggi.
Resta il fatto che, a nostro avviso, il compromesso vale la pena per il segmento in questione. Una piccola elettrica urbana raramente ha bisogno di un pacco enorme. Un'auto che costa meno e si ricarica abbastanza in fretta batte un'auto a lunga autonomia che la maggior parte delle persone non riesce a giustificare di comprare. È un'opinione, ma è lì che porta la logica del mercato.
Il problema non è la chimica, è il calendario
Ecco cosa ci impedisce di applaudire troppo forte. Il passaggio voluto da Filosa arriva nel 2027, e il piano prodotto intorno sembra traballante. Le previsioni della società di analisi Inovev, come riporta alvolante.it, suggeriscono che la prossima Peugeot 208 potrebbe slittare all'autunno 2027 con le prime consegne nel 2028, e l'Opel Corsa alla primavera 2028. Sono proiezioni, non conferme dell'azienda, e indicano una gamma rinnovata che arriva più lentamente del sperato. Un altro sito, Revved Up Cars, sostiene che a luglio 2026 Stellantis abbia tagliato la spesa prevista per il 2027 sulle elettriche a batteria e abbia puntato ancora di più su ibride, plug-in e pick-up con range extender. Lo leggiamo con cautela, dato che la fonte non è datata, ma si accorda con il quadro di un'azienda che si copre.
La nostra opinione: la LFP è la risposta giusta alla domanda giusta, ma una strategia per le elettriche economiche funziona solo se queste elettriche economiche arrivano davvero in tempo. I rivali non aspettano, e una gamma rinnovata lentamente rischia di perdere terreno proprio dove la concorrenza accelera.
Va notato anche che le informazioni riguardano l'Europa. Nella documentazione non c'è nulla su come o quando tutto questo arriverà agli acquirenti statunitensi, quindi i lettori americani non dovrebbero dare per scontato che arrivino qui le stesse auto o gli stessi prezzi.
Verdetto
Stellantis fa la cosa sensata, ma più tardi di quanto dovrebbe. Se stai cercando una piccola elettrica in Europa, aspetta che i modelli LFP del 2027 abbiano dati pubblicati su autonomia e comportamento in inverno. Se segui Stellantis come azienda, la domanda non è se la LFP funzioni. È se il calendario sopravviverà ai tagli di budget dell'azienda stessa.
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