Elettriche e ibride
Redazione Drivesfera
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La ricarica da 1.500 kW è una vetrina: la Denza Z9GT ha ancora bisogno della rete

Il Flash Charging di BYD promette dal 10% al 70% in cinque minuti, ma finché l'Europa non avrà colonnine e rete all'altezza, resta una vetrina e non un vantaggio quotidiano.

Pubblicato
25 ottobre 2026
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Foto: BYD / sala de prensa (uso editorial)

A cosa serve un'auto che si ricarica come si fa il pieno se il distributore non è nella tua strada? È la domanda che aleggia sulla Denza Z9GT, il modello di punta con cui BYD inaugura il Flash Charging in Europa. Il numero in primo piano è spettacolare. Il contesto intorno, per ora, è fatto soprattutto di promesse.

Che cosa vende davvero BYD

Secondo l'annuncio di BYD stessa, il Flash Charging eroga fino a 1.500 kW e porta la batteria dal 10% al 70% in cinque minuti, e dal 10% al 97% in nove. A -30 °C, BYD dichiara che dal 20% al 97% servono 12 minuti. La Z9GT abbina il tutto a una Blade Battery di seconda generazione da 122,49 kWh e, nella versione elettrica, a 600 km di autonomia WLTP e 1156 PS, secondo il sito media di BYD. In Italia, Quattroruote riporta un prezzo di 116.450 euro.

Sono dati del costruttore e non abbiamo visto misurazioni indipendenti. Considerali dichiarazioni, non risultati.

Le note a piè di pagina sono nel connettore

La stessa BYD precisa che i 1.500 kW valgono con un unico cavo e con il connettore del mercato cinese. È un dettaglio rivelatore. L'auto è europea, ma il numero in evidenza è stato definito per l'hardware di un altro mercato. Qualunque sia la potenza dei Flash Charger europei, vorremmo vedere i kilowatt reali alla presa reale prima di ripetere «nove minuti» come se fosse scontato.

Anche la storia dell'infrastruttura è ancora un piano. BYD afferma che in Cina esistono migliaia di stazioni Flash e che una prima ondata arriverà in Europa. Il sito italiano HWUpgrade riporta un obiettivo di 6.000 stazioni di ricarica rapida nel mondo entro il 2026, circa 3.000 delle quali in Europa. Sarebbe un numero enorme, se si realizzasse. Ma è l'obiettivo di BYD, non una base installata, e a nostro avviso gli allacciamenti alla rete dietro ogni sito sono proprio la parte che in Europa richiede anni, non settimane.

Un modello halo non è un male, basta chiamarlo col suo nome

La nostra opinione: un'auto halo va benissimo. Molta tecnologia nasce al vertice e poi scende di livello, e una shooting brake da 116.450 euro non è certo un modello di volume. La lettura sensata è che il Flash Charging sia la dichiarazione di BYD secondo cui il compromesso tra velocità di ricarica e densità energetica è stato superato, un punto che l'azienda sostiene riguardo alla sua chimica LFP.

Il vantaggio quotidiano, però, è un altro discorso. La maggior parte dei proprietari ricarica a casa o al lavoro, dove una potenza di 1.500 kW non conta nulla. Conta nei viaggi lunghi, e i viaggi lunghi dipendono dal fatto che una colonnina compatibile si trovi sul tuo percorso e sia libera quando arrivi. Una manciata di siti Flash sui grandi corridoi renderebbe la Z9GT un'ottima auto da viaggio. Pochi siti sparsi ne fanno un'auto che si ricarica in fretta nei posti che BYD ha scelto di pubblicizzare.

C'è anche un rischio più sottile. Se un automobilista si aspetta nove minuti e trova una colonnina standard che ne eroga una frazione, la delusione ricade sull'intera idea di ricarica rapida, non solo su un marchio. Pubblicizzare un numero che dipende da un'infrastruttura proprietaria alza molto l'asticella per la diffusione.

Che cosa faremmo noi

Se stai per comprare, non pagare per i 1.500 kW: paga per l'auto. Le prestazioni, l'autonomia e la scelta tra elettrica e ibrida plug-in sono la proposta reale e verificabile. Controlla la mappa delle colonnine Flash vicino ai tuoi percorsi abituali prima di considerare la velocità di ricarica un motivo d'acquisto.

Per l'industria, la lezione è che il collo di bottiglia si è spostato. Le batterie corrono più veloci delle prese, dei cavi e degli allacciamenti alla rete che le alimentano. BYD merita credito per aver costruito entrambe le estremità della catena e non solo l'auto. Crederemo alla rivoluzione quando saranno gli automobilisti europei, e non i comunicati stampa, a dirci quanto è durata la sosta.

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