Le elettriche cinesi usate sono la falla dei dazi a cui nessuno aveva pensato
Un titolo parla di +280% per le elettriche cinesi usate in Europa, dato che non possiamo verificare. I dazi sembrano dirottare la domanda: controlla garanzia e ricambi.
Foto: original: Michael Movchin edited by Felix Müller / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Se un dazio dovrebbe tenere le auto elettriche cinesi fuori dall'Europa, che cosa significa che quelle usate vanno a ruba? La nostra lettura: la misura non ha fermato la domanda. L'ha fatta passare dalla porta di servizio.
L'innesco è un titolo del giornale italiano Vaielettrico, che parla di un aumento del 280% legato alle auto elettriche cinesi usate in Europa. Lo collega ai dazi sulle auto elettriche cinesi nuove, ai limiti all'importazione di ibride plug-in e al carburante caro. Lo spezzone di cui disponiamo è breve, quindi non possiamo verificare che cosa venga misurato esattamente (vendite, immatricolazioni, annunci), da quale base di dati arrivi il numero né quale periodo copra. Il 280% va considerato un dato da titolo, non un dato accertato.
Gli ingredienti, invece, sono ben documentati altrove. Il sito italiano Futuro Prossimo osserva che un'elettrica cinese nuova può pagare fino al 45,3% di tasse per entrare nell'UE, mentre una usata resta fuori da quel prelievo. E Reuters ha riferito a marzo che le vendite di elettriche usate stavano volando in Europa, con la guerra in Iran che spingeva al rialzo il prezzo della benzina.
Il dazio ha funzionato sulla carta e ha mancato il bersaglio nella pratica
I dazi dovevano proteggere i costruttori europei. Eppure, secondo The Guardian, nei primi cinque mesi dell'anno i marchi cinesi hanno conquistato il 14,2% delle vendite di auto totalmente elettriche a batteria nell'Europa occidentale, circa una su sette. Sono quasi cinque punti percentuali in più rispetto all'anno prima, nonostante dazi UE fino al 35,3% per alcuni costruttori, che si sommano al dazio d'importazione standard del 10% (ed è così che si arriva al 45,3%).
Insomma, gli acquirenti volevano queste auto anche al prezzo con il dazio, e gli esportatori hanno trovato strade per aggirare la barriera: dazi più bassi nel Regno Unito, incentivi in Italia e ibride plug-in che non sono colpite dal prelievo sulle elettriche. Il mercato dell'usato sembra la prossima valvola di sfogo. Un'auto già importata e immatricolata non è più un problema doganale. È semplicemente un'auto più economica.
Per noi è questa la vera lezione. La politica commerciale può alzare il prezzo d'ingresso delle auto nuove, ma difficilmente può dire a chi vuole un'elettrificazione accessibile di smettere di cercare. La domanda trova la falla, e quella falla potrebbe essere sempre più l'usato.
Chi compra usato fa un affare sul prezzo e una scommessa sulle carte
Capiamo il richiamo. Con il carburante caro e le elettriche cinesi nuove gravate da un sovrapprezzo dovuto ai dazi, una usata sembra il modo sensato per passare all'elettrico. Difenderemmo questa logica.
Ma i rischi non stanno nel prezzo di listino. Stanno in ciò che succede al terzo anno. Molti marchi cinesi sono giovani in Europa e il settore si muove in fretta. Secondo il Rhodium Group, alcuni costruttori starebbero valutando accordi di produzione congiunta in Europa, anche se la maggior parte di queste discussioni resta preliminare. È un promemoria del fatto che l'impronta di questa industria è ancora in fase di definizione. Nulla nella nostra documentazione dice che un marchio sparirà, e non lo suggeriremo. Il punto è più circoscritto: chi compra usato eredita la rete di assistenza che esiste oggi, non quella promessa in un comunicato stampa.
La nostra checklist:
- Trasferimento della garanzia. La copertura residua, soprattutto quella sulla batteria, è valida per un secondo proprietario e nel tuo Paese?
- Canale di importazione. È stata venduta tramite un canale ufficiale o è un'importazione parallela? Questo può cambiare ciò che un concessionario è disposto a riconoscere.
- Ricambi e assistenza. C'è un'officina autorizzata a una distanza ragionevole e riesce a procurarsi i pezzi?
- Supporto software. Chiedi chi gestisce gli aggiornamenti e i servizi connessi su un'auto meno recente.
In teoria nessuno di questi punti riguarda solo le auto cinesi. Nella pratica pesano di più con i nuovi arrivati, le cui reti sono ancora sottili.
Chi decide le politiche dovrebbe leggere l'usato come un segnale, non come un difetto
Qui c'è un punto scomodo per Bruxelles. Eurac Research sostiene che i dazi aumentano i costi e rallentano la transizione verde. Noi faremmo un passo in più, ed è un'opinione: se la risposta alle auto nuove care è la corsa all'usato, il mercato sta dicendo ai regolatori quanto sono disposti a pagare gli acquirenti.
Aspettati più pressioni per inasprire le regole. The Guardian segnala che, secondo quanto riportato da Handelsblatt, l'UE sta valutando di estendere i prelievi alle ibride plug-in. Se accadesse, scommettiamo che il mercato dell'usato attirerebbe ancora più attenzione. Se riuscirà a stare al passo dipende dall'offerta, che a nostro avviso è limitata da quante elettriche cinesi siano state vendute nuove in origine.
Il nostro verdetto
Compra un'elettrica cinese usata se i conti tornano, ma considera garanzia e rete di assistenza parte del prezzo. Un'auto economica senza una filiera di ricambi non è economica. E per chi decide le politiche, il titolo del 280%, per quanto approssimativo, è un avvertimento: un dazio è un dosso, non un muro.
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