Il bollo escluso per sempre: l'Italia compra certezza, non auto più pulite
Rendere strutturale l'esenzione dal bollo per le auto fino a 80 kW chiuderebbe il balletto annuale, ma premia la bassa potenza e non le basse emissioni, e i conti restano aperti.
Foto: Kurt Kaiser / Wikimedia Commons (CC0)
Quanto vale una tassa se smette di seguire ciò che una tassa dovrebbe seguire? L'Italia sta per scoprirlo. Dopo l'approvazione del disegno di legge di bilancio 2027 da parte del Consiglio dei ministri il 28 ottobre, Giorgia Meloni ha detto che il governo vuole rendere strutturale l'esenzione dal bollo. Secondo online-news.it, riguarderebbe le auto fino a 80 kW e le motociclette, che il governo stima in circa il 70% dei veicoli in circolazione.
L'esenzione era stata pensata in origine solo per il 2027. I dettagli sono ancora aperti: testo definitivo e iter parlamentare stabiliranno le condizioni, e le ricostruzioni parlano di un'applicazione a un solo veicolo assicurato per persona. È un'intenzione annunciata, non una legge approvata.
La vera conquista è la certezza
Automobilisti, rivenditori di usato e costruttori detestano una cosa dei vantaggi temporanei: non sapere se ci saranno l'anno dopo. Una regola permanente permetterebbe a chi compra di confrontare un'auto piccola con una più grande senza chiedersi cosa farà il Parlamento a dicembre. Su questo punto la mossa merita un riconoscimento.
Raggiunge anche chi ha davvero bisogno di aiuto. L'Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), come riportato da The Vermilion, ha rilevato che la sospensione del 2027 favorisce soprattutto i redditi medio-bassi. Nei decili di spesa più bassi copre fino al 45% del totale dell'imposta, contro il 29% del gruppo più ricco.
Ma premia i motori piccoli, non quelli puliti
Ecco la nostra obiezione. Il limite degli 80 kW è un indicatore approssimativo di «auto modesta», e scarso per qualunque altro scopo. Lo stesso UPB avverte che oggi il bollo non segue né l'uso né il valore del veicolo e segue solo debolmente le emissioni. Segnala inoltre «la discontinuità introdotta dalla soglia degli 80 kW» come qualcosa che potrebbe incidere sul mercato dell'usato e sulle scelte dei produttori.
Per noi, quel gradino è il difetto di progettazione. Un'auto appena sopra gli 80 kW resterebbe fuori dall'esenzione, una appena sotto ci rientrerebbe, e nulla nella regola chiede quanto inquini l'una o l'altra o quanti chilometri percorra. Il beneficio, come nota l'UPB, non dipende nemmeno dall'uso: per una famiglia che fa pochi chilometri potrebbe superare il costo aggiuntivo del carburante. Come sostegno al reddito è giusto. Come politica della mobilità, è cieco.
Ci aspettiamo che costruttori e acquirenti leggano la soglia come un bersaglio. Per noi è probabile, non dimostrato, ma una linea permanente invita a progettare e a comprare in funzione di essa. Se l'obiettivo fosse un parco auto più pulito, un limite basato sulla potenza sarebbe uno strumento goffo: per come è stato descritto, il sistema guarda ai kilowatt, non alle emissioni.
Il conto e le regioni restano il nodo irrisolto
Renderla permanente solleva anche la questione dei costi. Un titolo tra quelli letti indica un fabbisogno di 2,3 miliardi di euro, e l'UPB afferma che stabilizzare la misura «richiederebbe una copertura strutturale». Contano anche le regioni. L'UPB avverte che l'esenzione potrebbe indebolirne la responsabilità fiscale, perché il gettito perso è sostituito da un trasferimento statale, e che i criteri per distribuire i rimborsi restano incerti.
Online-news.it osserva inoltre che le disposizioni definitive e il coordinamento con le norme regionali sono ancora da verificare. Quindi la parola «strutturale» per ora promette più di quanto abbiano consegnato le carte.
Il nostro verdetto
Permanente è meglio che annuale, e per le famiglie a reddito più basso sarebbe un sollievo reale e visibile. Ma non la chiameremmo una politica per l'auto. È un taglio delle tasse alle famiglie travestito da misura sul bollo. Se il Parlamento vuole che duri, dovrebbe ripensare il gradino degli 80 kW e, idealmente, legare una parte del bollo alle emissioni o all'uso, invece di lasciare un'esenzione uniforme. Fino ad allora, chi compra dovrebbe considerarla gradita ma incompiuta: meglio aspettare il testo definitivo prima di pianificare un acquisto su questa base.
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