Bollo, rimborso per le famiglie numerose: un sollievo, non una riforma
Fino a 385,71 € di rimborso per chi ha quattro o più figli e un'auto da 6-9 posti è una buona notizia, ma è l'ennesima eccezione cucita sul labirinto del bollo auto.
Immagine generata con l'IA
Un sistema fiscale è davvero sistemato se ogni categoria di automobilisti ottiene la propria deroga? La legge di bilancio 2027 sembra suggerire che il governo la pensi così. Noi ci vediamo piuttosto un patchwork con un buon comunicato stampa.
Ecco cosa c'è sul tavolo. Il disegno di legge di bilancio renderebbe strutturale l'esenzione dal bollo (la tassa automobilistica) per i veicoli fino a 80 kW, esenzione che, come riporta Il Sole 24 Ore, era stata introdotta dal decreto-legge di settembre solo per il 2027. Accanto a questa arriva un rimborso fino a 385,71 € l'anno per i nuclei con almeno quattro figli, di cui uno minorenne al 1° gennaio dell'anno di riferimento, che possiedono un'auto da sei a nove posti, anche sopra la soglia degli 80 kW.
I due benefici non sono cumulabili e, secondo Virgilio via Zazoom, l'esenzione generale riguarda una sola auto per persona. Anche i dettagli variano a seconda delle fonti: alcune parlano di un tetto di potenza di 133 kW per le famiglie numerose, altre non ne indicano alcuno. Trattandosi ancora di un disegno di legge, riteniamo che i parametri esatti vadano considerati provvisori.
Il rimborso colma un vuoto reale, ed è questo il suo scopo
Riconosciamolo: il vuoto c'è. Una famiglia con quattro figli spesso non può vivere con un'utilitaria. Servono posti, e i posti di solito significano un veicolo più grande e più potente, fuori dall'esenzione degli 80 kW. Senza questa misura, le famiglie che più hanno bisogno di un monovolume sarebbero le uniche a pagare, mentre tutti gli altri con una piccola citycar smetterebbero di farlo. Il rimborso è una correzione sensata a una regola che altrimenti penalizzerebbe le famiglie numerose.
L'ambizione, però, è contenuta. È un rimborso, non un'esenzione: a nostro avviso significa che i soldi tornano a cose fatte, invece di non uscire mai dalle tasche della famiglia. E le fonti a nostra disposizione non spiegano come richiederlo. Per chi ha già il bilancio al limite, le difficoltà di liquidità contano più di quanto i funzionari siano disposti ad ammettere.
Ma guarda come continua a crescere il labirinto
Ora mettiamo in fila le regole. Esenzione fino a 80 kW, per le persone fisiche, un veicolo a testa. Sopra quella soglia si paga come sempre. Un rimborso a parte per le famiglie numerose con auto da 6-9 posti, non cumulabile con l'esenzione. Regioni che mantengono i propri sistemi, con il decreto MEF di compensazione per le regioni atteso, secondo QuiFinanza, entro il 31 marzo 2027. E un avvertimento: i bolli del 2026 restano dovuti per intero anche se nel 2027 sei esente.
Niente di tutto questo, preso da solo, è scandaloso. Insieme, però, dà una tassa in cui l'importo dipende da potenza, tipo di intestatario, numero di auto, numero di figli, posti a sedere e data di pagamento. È complessità per accumulo. Ogni eccezione ha un elettorato che suscita simpatia; nessuna affronta il perché la tassa sia strutturata così.
La politica, del resto, non si nasconde. Reuters ha inquadrato la misura più ampia, che riguarda 14,5 milioni tra auto e moto, come un intervento che dovrebbe costare allo Stato oltre 2 miliardi di euro, con le elezioni all'orizzonte. Un rimborso per le famiglie è, a nostro giudizio, un'aggiunta ordinata a questa storia: popolare, mirata e probabilmente poco costosa rispetto al titolo.
Il nostro verdetto: prendi i soldi, ma non chiamarla riforma
Se sei una famiglia che ne ha diritto, è una buona notizia e vale la pena pianificare di conseguenza una volta approvato il testo definitivo. Non revocare gli addebiti diretti per i bolli del 2026 e controlla presto, nel 2027, il portale della tua regione.
Per tutti gli altri, la lezione è più scettica. Una riforma coerente sceglierebbe un principio, come potenza, emissioni, peso o utilizzo, e lo applicherebbe in modo ampio. Quello che otteniamo invece è un'esenzione permanente per i motori piccoli più una toppa per i nuclei numerosi. È un sollievo, e probabilmente piacerà. Ma dopo questa manovra il labirinto è più grande di prima, e la prossima eccezione è già in coda.
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