Elettriche e ibride
Redazione Drivesfera
Elettriche e ibride

I prezzi alla pompa fanno ciò che gli incentivi non hanno fatto, ed è questo il problema

Il boom delle elettriche in Europa sembra una vittoria della politica, ma secondo noi prezzi dei carburanti e tempistica degli incentivi spiegano di più, e la vera prova arriverà con il carburante meno caro.

Pubblicato
22 ottobre 2026
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Foto: original: Michael Movchin edited by Felix Müller / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Anni di incentivi, obiettivi sulle emissioni e brochure sul futuro ci hanno dato una crescita lenta e costante delle auto elettriche. Ora, con i prezzi dell'energia in aumento, la curva si piega più in fretta. È la nostra lettura dei dati europei dei primi nove mesi, ed è scomoda per chi vuole credere che sia la sola politica a muovere il mercato.

Prima i fatti. Secondo ACEA, le auto elettriche a batteria hanno raggiunto una quota del 22,7% del mercato UE fino a settembre 2026, contro il 16,1% di un anno prima. Sono 1.931.465 auto in nove mesi. Benzina e diesel insieme sono scesi al 28,2% dal 36,9%.

La pompa potrebbe essere il miglior venditore che l'Europa abbia mai avuto

ACEA descrive un mercato che cresce «nonostante» un contesto macroeconomico difficile, segnato da prezzi dell'energia in aumento costante. A noi suona strano, perché quei prezzi sembrano un motivo plausibile per cui gli acquirenti si allontanano dalla combustione. Le immatricolazioni di auto a benzina sono calate del 19,1% da inizio anno, e del 36,1% in Francia. In parte sono probabilmente famiglie che fanno i conti di quanto costa un pieno, anche se ACEA attribuisce il merito pure alle misure di sostegno agli acquirenti e a un'offerta di modelli più ampia, quindi non diremmo che la pompa spieghi tutto.

La Spagna è un utile caso di studio, con qualche cautela. La sua associazione dei costruttori, Anfac, ha notato che la benzina ha superato i due euro al litro, citandolo però come un fattore che nel complesso non favorisce la domanda. La federazione spagnola dei concessionari, Faconauto, ha invece indicato una crisi energetica che spinge molti cittadini verso le tecnologie elettrificate, riconoscendo al tempo stesso il merito della piattaforma di incentivi Plan Auto+. A settembre le elettriche pure hanno venduto più delle auto a benzina per la prima volta, secondo Motorpasión, e una Tesla Model 3 è stata l'auto più venduta in assoluto.

Gli incentivi hanno contato, ma soprattutto come zucchero e come cronometro

Non vogliamo liquidare la politica. Il Plan Auto+ spagnolo abbassa in modo significativo i prezzi di listino: la BYD Dolphin Surf parte da 19.990 euro, o meno di 15.000 euro con sconti e aiuti, secondo Motorpasión. Ma i dati mostrano quanto sia torbida la causalità. Un'analisi spagnola osserva che alcuni acquirenti potrebbero aver corso a immatricolare prima che finissero i fondi, un effetto che ammette di non poter misurare. Aiuti e prezzo dei carburanti spingono nella stessa direzione, e la corsa a rispettare una scadenza non equivale a una convinzione duratura.

C'è un terzo fattore che riteniamo sottovalutato: l'offerta. In Spagna, dieci dei venti modelli che a settembre hanno segnato record mensili non erano in vendita un anno prima, e i marchi a capitale cinese detengono il 33,6% del mercato spagnolo delle auto elettriche. Uno shock sui prezzi si trasforma in vendite solo se c'è qualcosa di attraente da comprare, e sospettiamo che in passato questo fosse un limite maggiore.

La vera prova è un anno di carburante più economico

È qui che secondo noi l'ottimismo ha bisogno di una doccia fredda. Se la diffusione segue la pompa, può anche seguirla in discesa. Faconauto stessa ha avvertito che, senza aiuti diretti e una fiscalità favorevole, questa buona serie potrebbe fermarsi. È la voce di un settore con i suoi interessi, quindi da prendere con cautela, ma la logica regge.

Ci sono comunque ragioni per credere che qualcosa resterà. Gli acquirenti sono sempre più privati: il 75% delle immatricolazioni di elettriche in Spagna a settembre, contro il 66,9% di un anno prima. I privati votano con i propri soldi, non con una policy aziendale. E un automobilista che ha cambiato e ha trovato piacevoli i costi di gestione è, a nostro avviso, difficile da riconquistare, qualunque cosa faccia la benzina.

L'altra riserva è che la fetta più grande del mercato non è ancora né benzina né elettrico a batteria. Gli ibridi non plug-in hanno raggiunto il 36,3% delle vendite UE da inizio anno. Molti europei sembrano coprirsi, come ci si aspetta da persone che reagiscono al prezzo più che all'ideologia.

Il nostro verdetto

Considera questo record una prova di resistenza superata a metà, non la dimostrazione di un punto di svolta. La lezione onesta per chi fa politica: mantenere gli incentivi prevedibili, perché uno shock sui prezzi offre una finestra, non un cambiamento permanente. Per chi compra: se l'argomento sono i costi di gestione, confrontali con i tuoi chilometri e con il tuo accesso alla ricarica, non con i titoli di questo mese. E per tutti gli altri, tenete d'occhio il primo trimestre dopo il calo dei carburanti. Allora sapremo se l'Europa ha comprato auto elettriche o è solo fuggita dalla benzina cara.

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