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Redazione Drivesfera
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Il dilemma delle auto connesse in Europa: la sicurezza è più importante del prezzo?

L'incidente che ha coinvolto auto a noleggio cinesi che registravano dati militari sensibili in Norvegia costringe l'Europa ad affrontare le profonde implicazioni per la sicurezza nazionale insite nel rapido avanzamento del mercato dei veicoli elettrici connessi.

Pubblicato
14 ottobre 2026
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Foto: BYD / sala de prensa (uso editorial)

La scoperta che veicoli elettrici civili a noleggio stavano attivamente registrando movimenti di truppe e persino codici di accesso ai cancelli militari durante un'esercitazione di sicurezza in Norvegia non è solo un intoppo tecnico; è una dimostrazione cruda e reale di una significativa vulnerabilità geopolitica. Nella nostra ricerca di una mobilità più ecologica e più accessibile, stiamo involontariamente guidando piattaforme di sorveglianza straniere direttamente nelle nostre infrastrutture sensibili?

L'incidente, riportato da Dagens.com, ha coinvolto la Guardia Nazionale norvegese che utilizzava una flotta di veicoli elettrici Deepal per un'esercitazione di sicurezza cruciale. Questi veicoli, noleggiati tramite Hertz Norvegia, che fa parte di First Rent A Car Norway AS — una società controllata da Volvo Cars, a sua volta di proprietà della casa automobilistica cinese Zhejiang Geely Holding Group — sono stati scoperti a registrare video delle attività delle truppe, a tracciare percorsi e a registrare codici di accesso specifici utilizzati per i cancelli militari. Nonostante questa scoperta allarmante, l'esercito ha continuato a utilizzare le auto a causa della mancanza di alternative immediate. Sebbene le registrazioni siano state eliminate dopo l'esercitazione, la questione fondamentale della trasmissione dei dati o dell'archiviazione esterna rimane senza risposta, come notato da View from the Wing.

La Nuova Frontiera: Piattaforme di Sorveglianza su Ruote

Questo episodio norvegese serve come una potente illustrazione degli avvertimenti già espressi dagli esperti di sicurezza. L'Autorità di Sicurezza Nazionale norvegese aveva precedentemente avvertito che le moderne auto civili possono ospitare oltre 200 sensori elettronici. Se i servizi di intelligence stranieri ottengono una backdoor a questa telemetria, la necessità di spionaggio tradizionale si riduce drasticamente; i veicoli stessi diventano gli informatori, letteralmente condotti su basi militari dal personale. Questa non è una minaccia teorica ma un rischio provato. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno già intrapreso azioni decisive, implementando un divieto radicale per i veicoli di fabbricazione cinese di entrare nelle installazioni militari, citando esplicitamente il potenziale di telecamere e sensori integrati per essere dirottati a scopi di spionaggio. Sono arrivati persino a richiamare veicoli cinesi precedentemente assegnati agli ufficiali superiori, come dettagliato in rapporti come Dagens.com. La prossima grande fuga di dati potrebbe non provenire da uno smartphone o un server compromesso, ma dall'auto inattiva a un cancello di sicurezza.

L'Imperativo Economico Incontra il Rischio Geopolitico

Questa rivelazione sulla sicurezza arriva in mezzo a un'ondata crescente di espansione dei veicoli elettrici cinesi in Europa. Spinti da significativi vantaggi di costo dovuti alle economie di scala e alla tecnologia avanzata delle batterie, marchi cinesi come BYD, Nio, Xpeng, Zeekr, Omoda e Jaecoo stanno facendo progressi sostanziali. BYD, per esempio, ha superato Tesla nel 2024 diventando il produttore di veicoli elettrici più venduto al mondo e mira a essere il numero uno nel mercato britannico entro un decennio. L'attrattiva per i consumatori è chiara: auto elettriche di alta qualità a prezzi accessibili. La BYD Dolphin Surf, per esempio, dovrebbe essere venduta al dettaglio a circa 18.000 sterline nel Regno Unito, rendendola un'opzione altamente competitiva.

Tuttavia, l'Europa si trova in una complessa situazione economica. Mentre l'afflusso di veicoli elettrici a prezzi accessibili si allinea con gli obiettivi ambientali, allo stesso tempo esercita un'immensa pressione sulle case automobilistiche europee consolidate. I rapporti di Forbes.com.br evidenziano che questa concorrenza sta portando a un calo della quota di mercato e alla perdita di posti di lavoro, in particolare nel settore automobilistico tedesco, un tempo dominante. L'Unione Europea ha imposto dazi sui veicoli elettrici cinesi, ma queste misure si sono in gran parte dimostrate insufficienti a frenare il loro avanzamento, come notato da valor.globo.com nel luglio 2026. Inoltre, l'UE sta studiando proposte per richiedere il 70% di componenti locali nei veicoli elettrici venduti in Europa; pur mirando a proteggere la base industriale del continente, queste incontrano resistenza a causa della dipendenza dell'Europa dalla Cina per i componenti chiave delle batterie e le materie prime, secondo Estadão. Gli Stati Uniti hanno già adottato un approccio più diretto, proibendo di fatto i veicoli elettrici cinesi a causa di preoccupazioni per la sicurezza nazionale, come riporta aciara.com.br.

La Vulnerabilità Definita dal Software

Al centro di questo problema c'è la natura del moderno veicolo definito dal software. Queste auto sono essenzialmente computer su ruote, dotati di una serie di sensori, telecamere e funzionalità di connettività che raccolgono enormi quantità di dati, dai percorsi di navigazione e abitudini di guida ai dati biometrici e, come abbiamo visto, persino segreti militari. Sebbene questa connettività abiliti funzionalità di sicurezza avanzate e capacità di guida autonoma, crea anche un'enorme superficie di attacco per attori malevoli e spionaggio sponsorizzato dallo stato. La mancanza di trasparenza nei sistemi proprietari aggiunge un ulteriore livello di complessità, rendendo difficile per i governi e gli utenti finali valutare la vera estensione delle vulnerabilità.

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