Elettriche e ibride
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Per vincere la corsa alle auto elettriche, all’Europa serve altro

La rete di ricarica europea cresce rapidamente, ma la vera sfida è capire se questa espansione costruisca anche un’industria resiliente e competitiva a monte dell’hardware.

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20 ottobre 2026
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Foto: Cayambe / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il boom della ricarica in Europa sembra un successo evidente, finché non ci chiediamo che cosa dovrebbe significare, esattamente, “successo”. Secondo il World Economic Forum, l’infrastruttura di ricarica pubblica è passata da circa 250.000 punti nel 2020 a oltre 1.000.000 nel 2024. È una storia di sviluppo davvero notevole. A nostro avviso, però, non basta a dimostrare che l’Europa stia costruendo un settore industriale della ricarica solido e duraturo.

La domanda più importante è se una rete più estesa generi anche competenze durature nelle aziende che progettano, producono, mantengono e migliorano i sistemi di ricarica. L’UE sta discutendo requisiti sul contenuto locale che potrebbero incentivare i produttori stranieri a produrre di più in Europa e ad affidarsi a fornitori europei, come riporta Reuters. Il dibattito va nella direzione giusta, ma le sole regole non creeranno una base industriale competitiva.

Un milione di punti di ricarica non equivale a forza industriale

Il numero di caricabatterie installati è politicamente attraente perché è facile da contare, mappare e annunciare. Un settore sano delle apparecchiature di ricarica è meno visibile. Dipende da ordini costanti, competenze ingegneristiche, rapporti con i fornitori, margini e capacità di migliorare i prodotti dopo la loro installazione.

Ecco perché dovremmo andarci piano prima di considerare i dati sullo sviluppo della rete una pagella completa. Una rete può espandersi rapidamente mentre le aziende che la sostengono restano vulnerabili. Se gli appalti pubblici si concentrano esclusivamente sul prezzo iniziale più basso, i produttori potrebbero subire la pressione di concorrenti più grandi o con costi inferiori. È un’ipotesi su come possono funzionare gli appalti, non una descrizione documentata di ogni contratto attuale, ma è esattamente il rischio che i decisori politici dovrebbero esaminare.

Inoltre, la ricarica non è un’unica e semplice categoria di prodotti. Una rassegna dei servizi di ricarica nella letteratura accademica individua diversi operatori, tipi e funzioni nel mercato, secondo la rassegna di ScienceDirect. Questa complessità conta. Una rete di ricarica è un servizio tecnico continuo, non soltanto un insieme di armadi metallici collocati a bordo strada.

La Cina dimostra perché infrastrutture e industria vanno considerate insieme

La Cina è ben posizionata nel settore delle infrastrutture di ricarica e dispone di programmi di sostegno su larga scala, secondo un’analisi comparativa del Fraunhofer ISI. Questo non dimostra che ogni sistema o politica cinese debba essere copiato. Dimostra però perché sia impossibile separare completamente le infrastrutture dalla strategia industriale.

La nostra opinione è che l’espansione della rete e la produzione possano rafforzarsi a vicenda. Più infrastrutture possono creare domanda; la domanda può aiutare i fornitori a crescere; le economie di scala possono sostenere prezzi più bassi e uno sviluppo più rapido dei prodotti. È possibile anche il contrario: se lo sviluppo della rete viene considerato l’unico obiettivo, i decisori politici potrebbero misurare il successo in punti di collegamento, trascurando il fatto che le capacità industriali circostanti si stiano rafforzando o indebolendo.

L’incentivo tedesco per i veicoli elettrici illustra questa tensione più ampia. Un nuovo programma per veicoli elettrici e ibridi plug-in è stato introdotto il 1° gennaio 2026 e il suo assetto ha suscitato critiche perché anche i produttori cinesi avrebbero potuto beneficiarne. Tagesschau ha riferito che il sussidio sostiene gli obiettivi climatici, ma va anche a vantaggio dei produttori cinesi. È un esempio concreto di come politica climatica e politica industriale possano tirare in direzioni diverse. La politica sulla ricarica merita lo stesso esame.

Le regole sul contenuto locale servono solo se l’Europa sa crescere

I requisiti sul contenuto locale potrebbero incentivare la produzione e i rapporti con i fornitori all’interno dell’Europa. A nostro avviso, sono utili solo se contribuiscono a creare competenze autentiche, anziché un sottile strato di assemblaggio locale. La protezione, da sola, non garantisce prezzi competitivi, prodotti affidabili o leadership tecnologica.

Una definizione più solida dell’hardware europeo per la ricarica dovrebbe concentrarsi sulle capacità che contano per tutta la vita utile delle apparecchiature: riparabilità, interoperabilità, possibilità di aggiornamento e supporto tecnico duraturo. Sono raccomandazioni, non requisiti documentati dalle fonti, ma offrono una prospettiva politica migliore del semplice conteggio delle installazioni.

L’Europa deve anche evitare di trasformare la resilienza industriale in una scusa per rallentare lo sviluppo della rete. Conducenti, operatori e città hanno bisogno di una rete in crescita. La risposta non è rifiutare la concorrenza straniera o aspettare che ogni componente venga prodotto internamente. È rendere gli acquisti pubblici più sofisticati di una semplice gara al prezzo più basso e valutare le prestazioni a lungo termine dei sistemi acquistati.

L’Europa deve smettere di misurare il successo contando solo le colonnine

Il dato sulla ricarica più impressionante potrebbe essere anche quello meno informativo. Un milione di punti pubblici dice molto sull’espansione fisica, ma molto meno su chi controlla la tecnologia, chi è in grado di intervenire per la manutenzione e chi può migliorarla.

La nostra raccomandazione è semplice: l’Europa dovrebbe monitorare le capacità industriali insieme allo sviluppo della rete. Ciò significa chiedersi se le politiche pubbliche stiano creando fornitori duraturi, competenze tecniche e prodotti competitivi, non soltanto se sia stata completata un’altra installazione. La documentazione non dimostra che l’Europa stia attualmente perdendo il controllo dell’hardware per la ricarica, né prova un vantaggio di costo delle apparecchiature cinesi. Dimostra però la rapida crescita della rete europea, la forte posizione della Cina nel settore della ricarica e un dibattito emergente sulla produzione locale.

È quanto basta per giustificare una strategia più incisiva. L’Europa dovrebbe accogliere la concorrenza quando migliora i prezzi e lo sviluppo della rete, ma non dovrebbe confondere un maggior numero di punti di ricarica con un successo industriale completo. La politica vincente collegherà la rete fisica alle aziende e alle competenze necessarie per mantenerla affidabile, aggiornabile e competitiva.

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