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Redazione Drivesfera
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Le EV economiche di Pomigliano servono posti di lavoro e un vero prezzo da 15.000 €, non promesse

Il piano di Stellantis per citycar elettriche low cost a Pomigliano con Leapmotor è promettente, ma solo un piano di assunzioni e un prezzo di listino reale diranno se salverà lo stabilimento.

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23 ottobre 2026
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Foto: Leapmotor / sala de prensa (uso editorial)

Si può salvare una fabbrica con una piattaforma condivisa e un prezzo obiettivo? Pomigliano d'Arco sta per scoprirlo. Il piano di Stellantis di costruire lì piccole auto elettriche economiche con l'aiuto di Leapmotor ha riacceso le aspettative in Italia, dove un annuncio del genere si legge come un bollettino meteo. Noi crediamo che valga la pena essere un po' più scettici: gli annunci non costano nulla, le linee di montaggio sì.

Che cosa sappiamo davvero (e che cosa no)

La parte solida è questa. Come ha riportato Reuters il 12 ottobre, Stellantis prevede di produrre a Pomigliano piccole auto elettriche con un prezzo di circa 15.000 € (16.770 dollari). Il responsabile della tecnologia Ned Curic ha spiegato che la piattaforma viene sviluppata a Mirafiori, a Torino, insieme a Leapmotor, e che Stellantis sta imparando dall'azienda cinese come realizzare una nuova auto in due anni. Altre testate indicano l'avvio della produzione nel 2028.

La parte incerta è più ampia. I 15.000 € restano un obiettivo, e il sito italiano Elettronauti osserva che non è chiaro se valgano per tutti i modelli o per una sola configurazione. Non si parla nemmeno di volumi produttivi. Italpassion sottolinea che Leapmotor non ha mai confermato ufficialmente il proprio coinvolgimento nella Stellantis E-Car. La Citroën 2CV vista al salone di Parigi e una probabile Fiat ispirata alla Panda sono i volti più probabili, mentre una possibile Opel resta da confermare.

Il «kit tecnologico» è furbo, ed è proprio questo il rischio

Italpassion, citando un'intervista del fondatore di Leapmotor Zhu Jiangming a Pacific Auto, descrive un'opzione che Leapmotor offre ai partner: la casa automobilistica mantiene la propria fabbrica, mentre Leapmotor fornisce un kit pronto da integrare con pacco batteria, propulsore elettrico, centraline e illuminazione. Secondo Zhu, questo potrebbe far risparmiare circa 120-240 euro per auto. Su un'elettrica piccola ed economica, con margini sottili, non è poco.

Ecco la nostra opinione: se Stellantis seguirà questa strada, sarà il modo giusto per fare un'auto elettrica economica in Europa, e anche la cosa che dovrebbe preoccupare i lavoratori di Pomigliano. Più il cuore tecnico arriva preassemblato, meno valore si crea in loco. Uno stabilimento che monta un kit cinese sotto un marchio Fiat può comunque dare lavoro, ma il «made in Italy» diventa un'indicazione sull'assemblaggio finale, non sull'ingegneria. I politici festeggeranno la prima, i sindacati dovrebbero fare domande scomode sulla seconda.

Per onestà, l'alternativa appare peggiore. Leapmotor dice che la sua elettronica è già stata scelta da otto costruttori, e Stellantis vuole sviluppare le auto più in fretta. Meglio uno stabilimento italiano con un kit competitivo che uno stabilimento vuoto con una fiera filiera locale.

Si giudichi dagli organici e dal prezzo di listino

Due cose ci diranno se funziona. La prima è l'occupazione: quante persone, su quanti turni e per quanti anni. La documentazione che abbiamo esaminato non fornisce numeri, e finché qualcuno non li pubblica l'annuncio è la promessa di un'auto, non di posti di lavoro. La seconda è il prezzo che il cliente paga davvero. Un'auto pubblicizzata a 15.000 € che, tra optional e spese, finisce molto più in alto non risolve il problema dell'accessibilità: è un'altra elettrica per chi poteva già permettersela.

I risultati di Leapmotor danno qualche motivo di ottimismo sul piano economico. Secondo Automoto, le sue vendite sono passate da 145.000 unità nel 2023 a 597.000 nel 2025, con un obiettivo di 1 milione per il 2026, ed è in utile dal quarto trimestre del 2024. È un partner che sa costruire in modo economico e veloce. Ma lo stesso amministratore delegato di Leapmotor International, Tianshu Xin, ha osservato che la fedeltà al marchio, come quella degli acquirenti Opel che continuano a comprare la Corsa, richiede generazioni. A nostro avviso Fiat e Citroën partono avvantaggiate su questo fronte, a differenza di Leapmotor: probabilmente è questa la vera logica dell'accordo, e il motivo per cui i marchi su queste auto saranno europei.

Il nostro verdetto

Consideriamo il piano un buon segnale e nulla di più. È sensato, il partner è credibile e un avvio nel 2028 dà a Stellantis il tempo di fare le cose bene. Ma aspetteremmo a festeggiare finché non ci saranno tre cose nero su bianco: un tetto di prezzo confermato, un piano di volumi e assunzioni per Pomigliano e chiarezza su quanta parte dell'auto sarà davvero costruita in Italia. Se arriveranno, sarà un raro caso in cui un'alleanza con un partner cinese salva uno stabilimento europeo. Altrimenti, sarà stato solo un buon comunicato stampa.

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